Las Rives 1997

 

Il castelliere "las rives" di Galleriano

di Roberto Tavano

Per primo L. Quarina [1] definì verso il 1941 il castelliere come tale, prima semplicemente quei rilievi erano detti “le rive”; venivano chiamati anche “Campo romano” [2]. Oggi possiamo dire che l’accampamento non è stato costruito dai Romani, anche se lo hanno attivato per diversi secoli. Se lo avessero costruito loro, sicuramente lo avrebbero realizzato con gli aggeri Iineari e di forma rettangolare. La differenza fra gli accampamenti preistorici e quelli romani consiste nel fatto che i primi sono plasmati in funzione delle caratteristiche del posto, viceversa i secondi plasmavano il posto in funzione del modello consueto di forma rettangolare più o meno esteso.

Osserviamo come si presentano oggi i due castellieri protostorici di pianura del tipo a terrapieno che oi sono rimasti quasi integri dopo oltre 3000 anni; quello di Savalons di Mereto di Tomba e quello delle Rive di Galleriano. Vetusto, rimboschito, di aspetto primordiale: cos] si presenta oggi il castelliere di Savalons, anche se l’ampiezza non supera gli 8 campi friulani, quindi di estensione inferiore a quello di Galleriano, che e di 16 campi. ll nostro e a forma romboidale, Savalons e un quadrato rotondeggiante. Costruiti dunque su posti e forme diverse secondo come si presentava il sito in origine. Quello di Savalons allora poteva usufruire di un’ampia ansa sui due Iati rigonfi verso nord-est del corso della Lavia Madrisana. Quella di Galleriano ha sfruttato un posto in cui un’aItra Lavia formava un’ansa ristretta, quasi ad angolo retto sui due Iati sud-est. Seguiamo l’antico corso della Lavia [3] che dalle sorgenti presso Fagagna passava accanto ai paesi di San Marco e Blessano e proseguendo quindi tra Variano e Vissandone aggirava Basiliano verso ponente, per poi sfiorare Nespoledo (S. Antonio) fino a giungere al nostro castelliere, quindi proseguendo verso sud- ovest arrivava infine nei pressi di Galleriano, dove finiva il percorso. Il fiumicello, con un discreto dislivello e una lunghezza di 15 chilometri, terminava dunque a Galleriano, dove a giudicare dalle tracce che ha lasciato, poteva avere la seguente sezione: larghezza 6 metri, altezza alle spalle metri 1,20 circa; l’alveo e le tracce integre della Lavia Peraria si possono osservare qualche centinaio di metri prima di arrivare a Galleriano. Va ricordato che il Peraria ha il percorso più lungo di tutte le varie Lavie. E' possibile che a causa del prosciugamento delle Lavie in un periodo imprecisato l’insediamento rischiasse di essere abbandonato; può essere che allora la sopravvivenza dei castellieri sia stata prorogata scavando dei pozzi [4].

Gli aggeri dei due castellieri sono circa delle stesse dimensioni, larghi 12 metri alla base ed alti 4-5 a forma rastremata. L’ingresso principale pare situato nella stessa posizione verso l’angolo sud-ovest. Per risalire alle loro origini va tenuto in considerazione quanto asseriva il Paschini [5]: “Nella vera e propria età del Bronzo nella terra dell’Alto Adriatico sono sorti in buona parte i castellieri della Venezia Giulia...”. Allora, più di 3200 anni or sono, quando il corso d’acqua era a regime costante, i Veneti stanziati nella zona scelsero i posti per costruire questi villaggi e dopo essersi insediati provvidero a fortificare i villaggi con l’aggere e palizzate soprastanti. Sempre il Paschini aggiunge che i Veneti uscivano dal grande ceppo indoeuropeo ’|0 come altre popolazioni italiche di quel tempo e si stabilirono, come ci racconta Tito Livio, lungo la pane superiore del mar Adriatico, cacciando gli Euganei che abitavano tra il mare e le Alpi. Altre fonti come quelle di alcuni storici greci tra cui Erodoto ci raccontano invece che provenivano dall’Illiria e abitavano lungo la costa e la parte orientale dell’Adriatico, l’odierna Dalmazia, e raggruppavano un insieme di popolazioni diverse insediatesi poi anche in Istria, sul Carso e nella nostra pianura. Nel Medio Friuli contrariamente alla maggior parte dei castellieri che si appoggiano a rialzi naturali, vi sono di quelli che si trovano in aperta pianura , del tipo a terrapieno quali Savalons, le Rive di Galleriano, il castelliere di Sedegliano.

L’eccezionale ampiezza delle nostre rive, con quasi sessantamila metri quadrati, era un’opera poderosa di difesa che con ogni probabilità serviva sia la popolazione che vi abitava nell’interno ed in caso di pericolo anche quella limitrofa. Forse internamente, nella parte nord in rialzo, vi trovavano posto i cavalli ed i carriaggi che si servivano delle porte carraie nord-est.

 

#tobecontinued